Permessi per costruire una piscina interrata e seminterrata: quali sono, come e quando richiederli

Avete acquistato una piscina o desiderate installarne una? Sappiamo bene che la voglia di iniziare i lavori al più presto è molto forte, ma non dimentichiamoci che, prima di procedere con qualsiasi operazione, è fondamentale richiedere ed ottenere tutte le autorizzazioni necessarie. Vediamo quindi tutti i permessi per costruire una piscina interrata: quali sono e quando richiederli.

La bella stagione sta arrivando e non vediamo l’ora di distenderci al sole e goderci l’estate, certi che, in compagnia della nostra piscina personale, il caldo estivo sarà molto più piacevole e sopportabile.
In questo breve articolo vi spiegheremo quali sono i permessi da richiedere per costruire una piscina interrata e soprattutto le tempistiche per richiederli, in modo da averli già pronti man mano che procederanno i lavori di installazione.

Le autorizzazioni per l’installazione della piscina

Prima di tutto è necessario precisare che la normativa italiana è piuttosto ambigua e soprattutto che spesso i permessi necessari differiscono da comune a comune: ciò nonostante, è bene precisare che non è possibile iniziare nessun tipo di intervento senza essere in possesso del permesso, che coinvolgerà sia il committente - ossia il proprietario della piscina- che il costruttore che, in mancanza di tali autorizzazioni, ne risponderanno penalmente davanti alla legge.

Il titolo edilizio

Il permesso per realizzare la piscina, detto anche titolo edilizio, è quindi indispensabile.
Mentre in passato era spesso sufficiente una D.I.A. (Denuncia Inizio Lavori), adesso nella maggior parte dei casi è necessario il permesso di inizio, poiché l’installazione di una piscina non è un’attività di edilizia libera, ma comporta una trasformazione del suolo.

Riguardo alla trasformazione del suolo, può considerarsi valida la norma secondo cui “sono subordinati al preventivo rilascio del permesso di costruire, non soltanto gli interventi edilizi in senso stretto, ma anche gli interventi che comportano la trasformazione in via permanente del suolo non edificato” (Cass. pen. Sez. III, 27-01-2004, n. 6930). In applicazione al principio riportato, la Corte ha ritenuto compiuto il reato edilizio nella trasformazione di una modesta area (circa mq.70) da agricola a parcheggio per autovetture mediante la messa in opera di ghiaia.

È ovvio che se la casa o la struttura sono già oggetto di costruzione o ristrutturazione e sono già attivi i permessi, non è necessario richiederne altri.

Dichiarazione di Inizio Lavori  o Permesso di Costruire?

La situazione può variare notevolmente in base al luogo, alle diverse caratteristiche strutturali o alla condizione dell’immobile principale.

I fattori che possono incidere sulla diversità del titolo edilizio delle piscine sono:

  1. Il quadro normativo, che può variare in base alla regione o al comune. Il Testo Unico Edilizia prevede che le Regioni a statuto ordinario possono ampliare o ridurre l’ambito applicativo delle disposizioni che riguardano le opere eseguibili con la DIA e che le stesse opere assentibili con tale titolo edilizio devono essere conformi alle previsioni dei piani regolatori, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico  edilizia vigente.
  2. Le diverse caratteristiche strutturali che il manufatto può assumere: il volume e l’impatto ambientale, infatti, è diverso a seconda che si voglia realizzare una piscina scoperta o coperta.
  3. La condizione di pertinenza da un immobile che la piscina può avere: un’altra cosa che deve essere considerata è se la piscina costituisce una costruzione indipendente e autonoma o se va integrata in un immobile  già esistente.

Quando è necessaria la DIA per costruire una piscina?

La Denuncia di Inizio Attività (D.I.A.) è un atto atipico che, con il decorso del tempo stabilito dalla legge (30 giorni), diventa titolo abilitativo a tutti gli effetti con lo stesso valore giuridico del Permesso di Costruire.

Con questo documento si possono fare opere non riconducibili ad attività di edilizia libera o al Permesso di Costruire; devono essere però conformi alle previsioni degli strumenti urbanistici (piani regolatori), dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistica vigente.

Rientrano nell'ambito della DIA gli interventi pertinenziali che comportino la realizzazione di un volume pari o inferiore al 20% del volume dell’edificio principale, a meno che le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, non li qualifichino come interventi di nuova costruzione.


Il Permesso di Costruire è quindi necessario quando il volume da realizzare sia superiore al 20% di quello dell’edificio principale, oppure quando le norme tecniche degli strumenti urbanistici considerano gli interventi pertinenziali "interventi di nuova costruzione", per il particolare pregio ambientale della zona.
Quando, invece, la realizzazione della piscina viene considerato un intervento pertinenziale ed il volume da realizzare non supera il  20% del volume dell'edificio principale, si può presentare solo una denuncia inizio attività (D.I.A).

Quando è necessario il Permesso di costruire per piscina?

Il Permesso di Costruire è un atto formale tipico che consente l’esecuzione di opere edili nella misura e nei limiti previsti dallo stesso atto e della specifica normativa. Se decorso il termine previsto per l’adozione del provvedimento il comune non si pronuncia, si ha una sorta di  silenzio-rifiuto.

Secondo il stando Testo Unico Edilizia, in riferimento alla disciplina urbanistico-edilizia nazionale, il Permesso di costruire è necessario per tutti gli interventi di nuova costruzione che comportano una trasformazione edilizia e urbanistica del territorio.
In questo caso, si comprendono quindi sia manufatti realizzati “fuori terra”, sia quelli “interrati”, in caso vi sia una trasformazione permanente del suolo.

In base alle previsioni della normativa edilizia, possiamo affermare in linea generale che il Permesso di Costruire è sempre necessario per la realizzazione di una piscina di nuova costruzione, non legata da un vincolo pertinenziale con altro immobile.
Il rapporto di pertinenzialità fra due immobili consiste nella volontaria e permanente destinazione di uno di essi (nel caso la piscina) al servizio dell'altro.

Occorre considerare che anche gli interventi pertinenziali sono subordinati al permesso di costruire in due casi:

  1. Quando comportino la realizzazione di un volume superiore al 20% del volume dell'edificio principale.
  2. quando le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, li qualifichino come interventi di nuova costruzione.

 

Riassumendo, possiamo quindi affermare che:

La DIA  deve essere presentata solo se la realizzazione della piscina si configura come intervento pertinenziale, a condizione che il volume da realizzare non superi il 20% del volume dell'edificio principale e a patto che le norme tecniche degli strumenti urbanistici non considerino "interventi di nuova costruzione" gli interventi pertinenziali.

Il Permesso di Costruire, invece, serve in tutti gli altri casi.

Consigliamo comunque di rivolgersi sempre agli uffici tecnici del Comune di appartenenza e ad un professionista che abbia esperienza nella costruzione di piscine interrate.

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Pietro Mantovani

Appassionato di web marketing e computer music, ho effettuato i miei studi presso l’Università di Reggio Emilia, Corso di Laurea in Marketing e Comunicazione d’Impresa. Per PreventivoFacile mi occupo di Project Management per lo sviluppo di nuovi progetti digitali. Sono inoltre moderatore delle sezioni e-commerce e Adwords del GT Forum. Scrivo articoli dedicati a prodotti e marchi interessanti.

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