Progettare per i disabili: la sfida per l'accessibilità universale

L’accessibilità per il disabile equivale alla sua libertà, alla possibilità di muoversi, di conoscere le cose e di fruire dei servizi: limitare l’accesso ad alcune strutture significa circoscrivere la sua autonomia ed i suoi diritti di cittadino. Ecco perché, chi progetta, dovrebbe sempre ragionare con gli occhi di coloro a quali questi stessi diritti, troppo spesso, vengono negati.

L’architettura non è fatta solamente di capacità ed ingegno che soddisfino esigenze di tipo estetico, ma soprattutto di abilità e competenze in grado di progettare e costruire edifici fruibili da tutti gli utenti.

Il progettista, quindi, deve necessariamente tenere in considerazione anche i bisogni di tutti quei soggetti che non possiedono, o che possiedono solo in parte, le abilità necessarie per l’utilizzo completo e sicuro della struttura edilizia.

Dal punto di vista legislativo, i riferimenti normativi per l’accessibilità delle costruzioni sono fondamentalmente incentrati su tre categorie di fruibilità: accessibilità, visitabilità ed adattabilità. 

Il focus principale è che i progetti siano in grado di garantire la fruibilità delle strutture ai disabili, senza però rinunciare al valore architettonico dell’opera stessa.

La legislazione italiana disciplina l'accessibilità delle costruzioni attraverso il D.M. 236/89, che definisce in maniera precisa i tre parametri essenziali:

  1. Accessibilità, ossia la possibilità per soggetti con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruire di spazi ed attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.
  2. Visitabilità: con questa categoria, il legislatore intende la possibilità, anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico per ogni unità immobiliare. In altre parole, il soggetto può accedere in maniera limitata alla struttura, ma comunque gli è possibile svolgere ogni tipo di relazione fondamentale.
  3. Adattabilità, ossia la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito, intervenendo senza costi eccessivi, in modo da rendere completamente e agevolmente fruibile lo stabile -o una parte di esso- anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.

Oltre all'accessibilità delle strutture, ogni edificio deve essere dotato per lo meno di un bagno disabili con i giusti adattamenti, come maniglione, corrimano, chiusura della porta ad hoc e campanello per le chiamate di emergenza.

Per le nuove costruzioni, invece, oltre alle caratteristiche sopra elencate occorre parlare di accessibilità universale.

Con questa parola si intende l’accessibilità di un complesso edilizio da parte di tutti gli utenti, indistintamente e senza relegare la funzione di “superamento della barriera architettonica” a espedienti costruttivi o impiantistici che tendono ad “ospedalizzare” l’edificio, ossia a farlo apparire come una sorta di “costruzione per disabili”, discriminando le diverse tipologie di utenti e modificando notevolmente l’estetica originaria.

Non è difficile da capire, infatti, che una rampa ben progettata è fruibile sia da un utente normodotato che da una persona disabile, mentre una scala corredata da montascale laterale è sicuramente costosa in termini impiantistici, non soddisfacente dal punto di vista estetico e decisamente scomoda per il disabile.

Un esempio di buona progettazione?
Quella realizzata a Torino dall’architetto Andrea Bella per il sagrato della Parrocchia Madonna di Fatima (nella foto qui sopra). Come possiamo vedere, la struttura non solo è esteticamente bella da vedere, ma allo stesso tempo le rampe per i disabili sono integrate in  maniera armonica nel complesso edilizio.

E’ importante ricordare che la disabilità non è soltanto motoria e che un progetto valido deve considerare anche altri tipi di disabilità, come quella uditiva e quella visiva.

Fondamentale, quindi, prevedere anche una buona illuminazione, percorsi ben segnalati e privi di sporgenze o dislivelli, poco evidenti dal punto di vista visivo e spesso pericolosi per persone con ridotta capacità motoria o visiva, come ad esempio gli anziani.

  

Teresa Miranda

Responsabile Marketing di Preventivofacile.it, adoro cucinare, leggere e ascoltare ogni tipo di musica. Dopo una formazione in campo economico, mi sono appassionata al web e alle strategie di marketing online. Nel blog di PreventivoFacile scrivo articoli e guide su come vivere al meglio la propria casa, soffermandomi in particolar modo sui servizi utili per gli utenti e sugli incentivi che imprese e cittadini possono utilizzare per risparmiare.

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